Nella splendida cornice del San Paolo che si unisce, con uno striscione, al dolore di tutto lo Stivale colpito dall’emergenza del coronavirus, il Napoli annienta un Torino poco pericoloso che trova però, ugualmente, la via del goal.

Il Napoli di Mr. Gattuso continua ad ottenere risultati positivi, a raccogliere quindi quanto di buono sta seminando in questo periodo con tanta voglia di tirarsi fuori dal brutto tunnel in cui era spontaneamente entrato.
Complice una bellissima prestazione di Kostas Manolas che quando è in partita lo dimostra, mostrando il suo peso difensivamente ed offensivamente: salva due possibili gol nei primi minuti del match per poi trovare la gioia dopo pochi minuti.
Ed ecco che la zuccata di Manolas su un calcio piazzato perfetto battuto da Insigne e la zampata di Di Lorenzo a tu per tu con Sirigu su una splendida assistenza di Mertens, spezzano in due il Torino di Longo che mai si è reso pericoloso durante il corso del match; almeno fino al gol di Edera arrivato nei minuti di recupero dopo il novantesimo.

Il Napoli però ha evidenziato in queste ultime partite un aspetto negativo da tenere in conto; non riesce a tenere la porta inviolata. Così è successo col Brescia, con il Barcellona e ieri sera con il Torino.
I partenopei riescono a non concedere spazi durante il corso del match, ma al primo tiro in porta gli avversari insaccano: spesso complici una difesa ed un estremo difensore un po’ disattenti.
Tant’è che, l’autore del primo gol, Kostas Manolas, ha commentato così nel post partita: “Siamo messi malissimo, alla prima occasione prendiamo gol. Dobbiamo restare concentrati!”
Tuona così il Greco nell’intervista al termine dei novanta minuti, che trova approvazione anche nelle parole di Gattuso, il quale, riferendosi alla fase di transizione che il Napoli sta vivendo ha commentato così: “Dobbiamo essere belli come Brad Pitt in attacco e brutti come me in difesa”.
Un modo ironico, per commentare una prestazione sufficiente da parte di tutti se non fosse per quella piccola disattenzione che colpisce gli azzurri in – quasi – ogni partita: e si sa, ogni piccola distrazione, a volte, può portar via punti preziosi, ed è esattamente quello che Mr. Gattuso non vuole.
Dominare novanta minuti sul rettangolo verde, concedendo qualche occasione nei primi minuti, non concretizzando alcune occasioni da rete con Insigne, Milik e non solo, per poi lasciarsi andare negli ultimi istanti di gara è la prova che il Napoli è ancora in fase di guarigione, che la cura Gattuso sta portando positività e consapevolezza, con qualche piccolo effetto collaterale da tenere a bada.
Se vi aspettavate un Napoli arrembante, l’avete ammirato ieri sera; se vi aspettavate un Napoli difensivo e pungente, l’avete potuto ammirare contro l’Inter di Antonio Conte ed il Barcellona di Quique Sétien; ora però, aspettatevi i partenopei di nuovo in corsa per un posto nell’Europa che conta.
Matteo Grassi.
