CoroNA.

Prima di iniziare a parlare della partita, 4 parole vanno spese sugli idioti che durante le fasi più concitate del match, inneggiavano al Coronavirus per tutti i napoletani: sembra ormai chiara la situazione a tutti e non si può pensare più che questi atti siano semplicemente goliardici, in special modo da una società che quando si parla di difendere il tesserato Mario Balotelli fa la voce grossa, tappando le orecchie sui cori vergognosi di ieri sera.

Per far sì che tutto ciò non accada più in nessuno stadio (data l’incombenza del virus nel nostro Paese proprio a pochi chilometri da Brescia), la FIGC dovrebbe prendere seri provvedimenti nei confronti di società e tifosi; non si può più giocare con questo clima ed ormai è ben noto a tutti: se si continua a pensare alla goliardìa e l’ironia, c’è un grave problema in tutto lo stivale.

Venendo all’analisi del match sembra chiaro che il Napoli di Gattuso abbia eclissato i padroni di casa, i quali al termine dei 90 minuti regolamentari contavano il 27% di possesso palla.

Un dato impietoso, per i padroni di casa dominati in tutto il primo tempo (nonostante il gol subito da calcio piazzato) e spenti poi nel secondo.
Il Napoli, riesce a rimontare l’iniziale svantaggio su calcio di rigore (un girone dopo l’ultimo penalty concesso: Lecce – Napoli 1-4) e chiudere definitivamente i giochi con una perla di Fabian Ruiz.

In foto: Lorenzo Insigne dopo la trasformazione del penalty.

Lo spagnolo nelle ultime uscite si è preso la scena, sbeffeggiando gli avversari con gol e giocate molto apprezzate e tanto desiderate dai tifosi partenopei.

In foto: L’esultanza di Fabian Ruiz dopo il suo fantastico goal.

La cura Gattuso inoltre, sembra essere ancora in fase di attuazione dato che, come raccontava lo stesso mister nel dopo gara, durante la partita e dopo lo svantaggio in particolar modo, molti giocatori fra loro iniziavano a scaricarsi colpe ed offese, a testimonianza del fatto che nello spogliatoio, il clima non era dei più sereni.

Come detto dallo stesso Ringhio, la testa ora va solo al Barcellona, dove il tecnico calabrese chiede: “una squadra che non ha paura, li rispetta ma se la gioca con cazzimma”.

D’altronde è tutto quello che si augurano i tifosi napoletani: battere il Barcellona di Leo Messi & Co. e giocarsela sgombri da ogni pensiero: in special modo dopo le dichiarazioni fatte da Marino Magrin in settimana (ex giocatore di Atalanta e Juventus), dove affermava che il sogno della Dea è quello d’incontrare il Barcellona ai quarti, eliminando già prima dei 90 minuti al San Paolo e poi al Camp Nou, i partenopei dalla competizione.

A tal proposito, la domanda che tutti vorremmo porre al signor Magrin è: non si era detto di tifare per tutte le italiane in Champions?

Dichiarazioni, cori e tanto caos mediatico quando si parla di Napoli, città e società: ed ancora in tanti si chiedono perché ai mondiali d’Italia ’90 (e non solo), i napoletani esponevano sui balconi della città le bandiere composte da: tre bande orizzontali (due azzurre, una bianca) con al centro il Sol de Mayo.

In foto: La Bandiera dell’Argentina.

Matteo Grassi.

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora