Giua, Napoli, che disastro!

Il Lecce non vinceva al San Paolo contro il Napoli dal marzo 1998, mentre con il disastro di oggi, i partenopei incrementano il numero di sconfitte casalinghe.
Ben sei le partite finite con uno score negativo per gli azzurri, solo SPAL e Brescia contano più sconfitte casalinghe in questo campionato: rispettivamente sette ed otto.

A rubare la scena in questa partita però, è stato un uomo solo: l’arbitro Giua di Sassari.

I partenopei ci avranno messo del loro nel non fare una partita eccellente, complici le tante occasioni fallite, ma c’è da dire però che, quando il VAR chiama, l’arbitro deve rispondere e quando c’è da fischiare alcuni falli, non bisogna fare figli e figliastri.

Inspiegabile la decisione del direttore di gara di non voler andare a rivedere al monitor il mancato penalty su Arek Milik (con conseguente giallo inesistente al polacco per simulazione), che a quel punto della gara avrebbe potuto riaprire i giochi.

Il contestatissimo episodio avvenuto al minuto 75′, col Lecce avanti di una lunghezza sul Napoli, non avrebbe avuto modo d’esistere se il direttore di gara non avesse deciso in modo del tutto autoritario, sorvolando l’ausilio della tecnologia.

La partita poi è capitolata in un 2-3 e nervi tesi durante i secondi 45′ minuti di gioco, (il dato relativo ai cartellini gialli parla chiaro: ben otto sanzioni disciplinari).

C’è davvero poco di cui parlare riguardo questo match: le immagini sono sotto gli occhi di tutti, anche quelle relative ai gol divorati, fatti e subiti.

I due gol dei partenopei sono stati propiziati dall’aiuto dei legni, sul tiro a porta vuota di Milik prima e sulla semi-rovesciata di Callejon poi; discorso diverso per i salentini dove Lapadula una volta sfrutta una brutta respinta di Ospina, mentre in occasione del secondo gol, approfitta dell’errata marcatura di Di Lorenzo.

Il terzo gol di Mancosu arriva da calcio piazzato: un destro fantastico a dir poco imparabile che dà un bacio al palo interno prima di finire in rete.
Per il numero 8 è il secondo gol in due partite contro il Napoli.

Le note positive che ci ha lasciato questa sfida portano il nome di Demme e Politano.

L’ex Lipsia è imprescindibile nel centrocampo partenopeo: 4 partite (in serie A), 1 gol, 4 ammonizioni e tante belle giocate viste oggi (e non solo): palesemente il faro che mancava al centrocampo azzurro.

Per quanto riguarda Matteo Politano invece (all’esordio dal primo minuto con la maglia azzurra), i suoi sessanta minuti sono stati sufficienti per strappare applausi allo Stadio San Paolo; dribbling e scatti improvvisi che possono dare tanto a questo Napoli durante il corso del campionato e delle varie competizioni.

Le note negative, purtroppo, portano invece il nome di un irriconoscibile Kalidou Koulibaly: il senegalese viene completamente annientato dall’ex rossonero Gianluca Lapadula, irriconoscibile.

Tanti meriti vanno sicuramente al Lecce di Liverani, capaci di ingarbugliare una partita abbastanza strana, con tanti demeriti dei partenopei ed anche di Gattuso: forse un po’ troppo sicuri di portare a casa i tre punti.

2-3 è un risultato che fa male, che pesa, specie per com’è arrivato: ma questa è la dura legge del pallone ed il Napoli sembra conoscerla molto bene.
Si resta a trenta punti, sprecando una buona opportunità per accorciare ancor di più il divario dalla zona UEFA.

Testa bassa e lavorare: noi siamo il Napoli.

Matteo Grassi.

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