Nel segno del “24”.

Mentre in una parte del mondo si giocava una delle partite più sentite della Serie A di calcio (nonostante i tanti punti di differenza fra le compagini), dall’altra parte, si stava consumando un dramma che porta il nome di Kobe, il cognome di Bryant, l’8 prima ed il 24 poi, sulla schiena.

Non è semplice scrivere righe, guardare partite, quando il cuore è in frantumi per la perdita di uno dei mostri sacri di uno sport che, qui in Italia, ha molti sostenitori. Molti, dopo aver letto qualche notizia, pensano, sperano, si augurano una fake news.

In pochi attimi, questa diventa la serata del “24”.

Ad accenderla, purtroppo, è Kobe Bryant quando al minuto 30′ del primo tempo in telecronaca passa la notizia scioccante dell’incidente che ha coinvolto l’ex cestista, la giovanissima figlia Gianna Maria ed altre vittime. Un altro “24”, nel frattempo, sta giocando una delle partite più seguite in Italia, accompagnata da una rivalità storica che divide le tifoserie.

La partita la cambierà proprio lui, nel secondo tempo.

Sì, lui, col 24 sulla schiena, la fascia da capitano al braccio, che da fuori area con un destro ad incrociare, impegna Szczesny in una bella parata, resa inefficace però, dal connazionale Zielinski, che si fionda sulla respinta del pallone e con freddezza, a porta vuota, insacca. 1-0.

Sono minuti concitati quelli che seguono, ma i partenopei, dopo 20 minuti trovano anche il varco giusto per farne un altro: Callejon dalla destra crossa al centro, Milik lascia scorrere il pallone che Insigne calcia al volo, rimbalza sul terreno di gioco, prima sull’esterno del piede di De Ligt poi, non sporcando di molto la traiettoria, ma rendendo vano il tentativo di Szczesny di intervenire sul pallone. Minuto 86′, 2-0.

Quelli che seguono sono minuti in cui c’è il volume alto in tutte le case, un po’ per allontanare il pensiero di una leggenda passata a miglior vita, un po’ perché la gioia da contenere è davvero tanta. Al minuto 90′ però, quando sono stati concessi 4 minuti di recupero, Cristiano Ronaldo segna il suo primo gol al San Paolo (complice anche una strana uscita di Meret, rientrato fra i pali dopo tre panchine consecutive).

Il San Paolo, per un po’ si ammutolisce. C’è tanta paura, sugli spalti e sul divano di casa, iniziano quattro minuti lunghissimi, quelli che separano il Napoli dalla vittoria, che per un attimo fanno tornare alla mente gli stessi minuti concessi dopo il gol di Koulibaly allo Stadium. La stessa paura, gli stessi attimi.

Ma la vittoria è vicina e la stringe forte a sé Alex Meret, quando Gonzalo Higuain, prova una rovesciata in area di rigore; ma non c’è storia, non c’è verso: il Napoli, al minuto 94′, esce vittorioso dalla sfida.

La serata del 26 gennaio 2020, verrà ricordata per sempre: per la triste e prematura scomparsa di un volto molto comune, che ci ha lasciati in modo inaspettato all’età di 41 anni e per i tifosi del Napoli (il dato su Instagram, nella stessa sera, riporta 2 milioni di followers), che sono tornati a gioire in una delle partite più insperate del calendario di Gennaio.

Il 26 Gennaio 2020, verrà ricordato per sempre: la serata del “24” non si cancella facilmente. Grazie Lorenzo, per il gol e la suprema prestazione di ieri sera; semplicemente grazie Kobe, d’essere nato.

Il “24”, verrà sempre ricordato, ogni 26 gennaio.

Matteo Grassi.

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